Microcredito per famiglie e imprese: A chi rivolgersi

Ancora forte richiesta per il microcredito, anche se mancano regole trasparenti e chiare. Il microcredito per le famiglie e le imprese si sta edificando su un’ossatura a sé stante, rispetto al mondo del credito tradizionale. Ecco per voi tutte le informazioni utili.

Chi accede al microcredito?

Solitamente si tratta dei soggetti “non bancabili”, ovvero di coloro che hanno difficoltà ad accedere, attraverso i circuiti convenzionali (banche e finanziarie) a mutui e prestiti.

Cosa accade in gran parte dei casi, secondo quanto emerge dalle ultime rilevazioni? Il Tasso nominale applicato sui prestiti è inferiore o nella media a quello applicato per i normali prestiti ma vi sono quasi sempre altri tipi di spese (istruttoria, commissioni…) che fanno lievitare il TAEG (Tasso annuo effettivo globale) ben al di sopra di quello previsto dai normali finanziamenti.

Ma, in fondo, rispondono gli operatori: “Noi ci carichiamo di un rischio maggiore, dato che concediamo credito a chi normalmente non riesce ad ottenerlo, per protesti o garanzie insufficienti. Quindi, qualcosa in più la si deve pur pagare”.

E’ comunque possibile trovare offerte estremamente competitive.

Come funziona il microcredito?

Molte famiglie già conoscono come funziona il microcredito sociale, a partire dal prestito Caritas che purtroppo quest’anno non è più disponibile.

Dietro il microcredito, c’è sempre l’Abi, con cui la Caritas aveva promosso l’accordo. E’ solo che il rischio non se l’accolla solamente l’intermediario bancario, dato che si avvale di un garante impegnato nel sociale (ad es. parrocchia, istituti di credito sociale e cooperativo, onlus).

Solitamente, il garante “morale” sottoscrive una lettera di “patronage” (garanzia atipica prevista nel nostro ordinamento) con la quale si impegna, nell’ambito delle condizioni stabilite, a garantire dall’insolvenza da parte del soggetto finanziato (impresa o famiglie).

Il microcredito, per sua natura, non rientra nel novero dei prestiti personali ma viene concesso per particolari finalità alle imprese (sviluppo dell’attività di piccole dimensioni) o alle famiglie (sostentamento delle esigenze quotidiane).  Solitamente, soprattutto per le famiglie vengono posti dei requisiti di sbarramento (ad es. tetto Isee).

Chi è attivo nel settore del microcredito in Italia?

Permicro  offre microcredito alle famiglie ed alle imprese. Potete avviare il modulo di richiesta direttamente online. Per le famiglie si offre credito a partire anche da soli 1.500 euro sino a 10.000 euro. Per le piccole imprese, si possono ottenere finanziamenti da 2.000 fino a 25.000 euro.

Stessa trafila online per gli altri partner. Non troverete offerte promozionali ma dovrete semplicemente compilare un modulo. Tali partner vi fanno da punto di incontro con le banche, sia nell’erogazione di finanziamenti, sia nella concessione di garanzie per l’ottenimento di maggiori crediti attraverso il circuito tradizionale. Quindi, scaricano il rischio.

Citiamo anche Microcredito per l’Italia  e Microcredito di Solidarietà. Per quest’ultima, il credito erogabile, salvo diversi accordi, è pari ad un max di 7.500 euro e serve solo per sopperire a temporanee difficoltà. Il Tan è del 2% fisso ma non si hanno indicazioni riguardo al Taeg ed alle ulteriori spese a carico del beneficiario. Viene comunque precisato che le spese relative all’istruttoria ed ogni altro onere direttamente connesso al finanziamento sono a carico di Microcredito di Solidarietà.

D’altronde, i paesi in via di sviluppo basano il rilancio dell’imprenditoria proprio su tale sistema collaterale di garanzia e sul microcredito sociale che sta prendendo, in questi periodi di crisi, sempre più piede anche in Europa. Un esempio molto noto è rappresentato dalla Grameen Bank che si occupa di microfinanza nel Bangladesh ed in India.

Sono le banche e le finanziarie che scaricano il rischio trasversalmente, o almeno così sembra che si stia dirigendo in Europa il microcredito e la microfinanza. Quindi, non vi sono ancora regole standard all’insegna della trasparenza del credito ma ogni sistema-paese gestisce autonomamente (quasi in modo “anarchico”) il sistema del microcredito che è tenuto ben separato dal circuito tradizionale.

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